lunedì 26 ottobre 2015

Mazda 787 : Sfida alle grandi


Per lungo tempo, la Mazda lottò nelle gare Endurance solo per ottenere vittorie nelle classi minori ma mai per il Gruppo C in quanto non disponeva di vetture abbastanza prestazionali.


Tutto ciò cambiò nel 1990 quando la casa nipponica sviluppò il nuovo propulsore Wankel R26B R4 che sarebbe stato montato sulla sua nuovissima 787. Esso erogava la potenza di 693 cv con coppia di 569 Nm e veniva gestito da un cambio manuale Mazda-Porsche a cinque rapporti. Se il propulsore venne costruito in Giappone, la scocca ed il telaio vennero progettati e realizzati dal progettista britannico Nigel Stroud in collaborazione con gli ingegneri della MazdaSpeed. La carrozzeria era in fibra di carbonio, mentre il telaio, per la prima volta nella storia del Gruppo C, venne realizzato con struttura a nido d'ape monoscocca utilizzava un misto di alluminio e fibra di carbonio per un peso totale di 930 kg. Le sospensioni erano composte da molle elicoidali su ammortizzatori entrobordo e da barre antirollio, mentre l'impianto frenante era rappresentato da quattro freni a disco ventilati. Per una migliore gestione del consumo venne adottato un nuovo sistema di telemetria avanzato, che però tolse tempo per costruirlo e testarlo.

I test sulla vettura vennero completati infatti non più tardi del venerdì prima della 24 Ore di Le Mans del 1990 e non offrivano dati soddisfacenti. La gara fu infatti un totale disastro, con entrambe le vetture costrette al ritiro a causa di problemi elettrici e del propulsore.

Frontale della 787

Profilo della 787

Il propulsore Wankel R26B R4

La 787 in azione al Cavatappi di Laguna Seca



Nessun commento :

Posta un commento