venerdì 18 marzo 2016

Ambitious Lite : L'ambizione di sognare



Capita spesso che le grandi idee, sia nell’automotive che negli altri campi lavorativi, partano da un ispirazione che piano piano prende forma fino a concretizzarsi sempre di più.

Giorni addietro mi sono ritrovato a parlare con Pietro Imbru di Spaldro, mio collega giornalista direttore della Throttle Addicted, che mi ha mostrato la sua visione.
Questa visione è il progetto Ambitious Lite, avveniristica vettura di piccole dimensioni ultraleggera ed ultrapotente.  DI seguito le sue parole a proposito del progetto :

L'idea di questo progetto nasce nel maggio dello scorso anno. Non ricordo bene il motivo per cui iniziai a lavorarci su, ma l'idea mia era quella di migliorare le mie competenze in ambito CAD.  Però siccome ho il sogno di vedere in strada un'auto disegnata e costruita da me e siccome mi trovo a guidare auto non esaltanti, ho deciso di avviare il progetto.
Per un bel po' di settimane sono stato a studiare quale potesse essere la soluzione più semplice e performante allo stesso tempo ed arrivai alla conclusione di dover utilizzare un motore molto compatto e leggero in posizione centrale trasversale. I principali indiziati erano:
Ford Ecoboost 1.0

Toyota 2ZZGE (quello della Celica TS)

Nissan SR16VEN1

Inizialmente l'idea era quella di sviluppare l'auto in funzione del motore americano, tanto piccolo e leggero quanto potente. (Il mio target era di raggiungere i 200 cavalli su 450-500 kg) . Solo in seguito mi venne in mente di prendere in considerazione il motore Hayabusa. Inizialmente doveva rimanere aspirato questo motore, ma poi feci alcuni studi sulla sovralimentazione tramite turbina e tramite compressore centrifugo. Sembravo indirizzato a sviluppare la turbina (una KKK K26 per essere precisi) ma poi decisi di rivedere il tutto considerando ulteriori miglioramenti del telaio e la configurazione del motore in posizione longitudinale, in modo da migliorare il bilanciamento complessivo dell'auto. Dopodiché iniziai a sviluppare un progetto "spin-off" (che devo finire) di una vettura da gara dalle prestazioni estreme equipaggiaya con un V8 biturbo.

Comunque con l'inizio dell'anno nuovo ho ripreso a lavorare sul progetto attuale ripartendo dal telaio originale tubolare in acciaio con bracci sospensione ricavati da un'audi R8. In breve sviluppai una vasca in fibra di carbonio e modificai la geometria delle sospensioni passando allo schema push-rod. Il motore tornò trasversale e sviluppato per avere la lubrificazione a carter secco, cosa ottima per abbassare il baricentro più di quanto non possa averlo una macchina alta poco più di un metro. L'auto è fondamentalmente semplice, ma racchiude soluzioni tecniche abbastanza pregevoli come l'adozione delle sospensioni push-rod sia davanti che dietro, l'utilizzo di cerchi derivati dalla Formula Renault, ecc. Al giorno d'oggi sto studiando soluzioni abbastanza particolari come l'utilizzo di una turbina elettrica (anche se c'è bisogno di un supercapacitore e di un volano apposito), di utilizzare una cfrp per i pannelli della carrozzeria rinforzata con materiale biodegradabile come cartone e altri inerti biodegradabili.

Diciamo che tutte queste sono soluzioni ancora in stato molto di studio, quindi non so se tra 3-4 anni finiranno sulla vettura finale. Per ora l'obiettivo è quello di sviluppare un'auto leggera, prestazionale e divertente. Come detto il motore è quello Hayabusa 1340 che in configurazione originale eroga 197 cavalli. Su questo motore è previsto un tuning tale da far arrivare la potenza generata quanto più possibile intorno ai 270 cavalli (io mi attengo genericamente sui 245 cavalli, ma l'obiettivo è quello di raggiungere la potenza di 200 cv/l, come nei motori delle supersportive 1000). La trasmissione della potenza alle ruote posteriori sarà tramite catena con differenziale apposito e reverse gearbox, in modo da avere anche la retromarcia). Il cambio rimarrà l'originale Suzuki dotato di paddles al volante. Questa vettura avrà una centralina dotata anche di controllo di trazione impostabile su 3 livelli, in modo da garantire un'esperienza di guida sicura anche in condizioni poco favorevoli. L'abitacolo sarà scarno e le uniche concessioni alla tecnologia saranno una strumentazione da gara della racepak ed un tablet android.

 L'utilizzo di materiali leggeri sarà alla base dello sviluppo della carrozzeria, in modo da fermare l'ago della bilancia quanto più vicino alla quota dei 450 kg. Inoltre l'aerodinamica fungerà un ruolo importante visto che su un'auto ad alte prestazioni il raffreddamento del motore, l'immissione di aria costante nei condotti di aspirazione e la garanzia di ottimi valori di downforce e resistenza all'aria sono fondamentali per decretare rendimento del motore, velocità massima e comportamento dinamico ad alte velocità. Sarà presente un diffusore posteriore non molto pronunciato, così come sarà presente uno splitter anteriore, oltre a prese d'aria sulle fiancate e sul tetto. Uno spoiler posteriore pronunciato ma non gigantesco dovrà contribuire a tenere spinta verso il basso l'auto alle alte velocità. Il muso è stato sviluppato per garantire una certa resa estetica, ma anche per permettere di inserire una crash box, in modo da garantire una sicurezza minima in caso di impatto frontale. Inoltre la particolare forma del muso permette all'impianto frenante di avere un adeguato afflusso d'aria tale da raffreddare i dischi autoventilanti anteriori.

La mia idea è quella di vedere l'auto marciante entro il 2019 e, almeno per il momento, l'idea è quella di fare un modello unico. L'auto in sé non è gigantesca, anzi: con una lunghezza di soli 3.820mm, una larghezza di 1910mm e un'altezza di 1086mm, quest'auto è lunga quanto una Yaris (o giù di lì) conservando altezza e larghezza tipiche di auto dalla potenza doppia o tripla rispetto a quella da me pianificata. L'obiettivo sarebbe quello di raggiungere i 220 km/h di velocità massima e magari quello di orbitare intorno ai 4 secondi per lo 0-100 km/h, ma questi sono dati che si vedranno in futuro”

Parlando personalmente mi sono sempre piaciute le persone che hanno le idee chiare e sono dotate di ambizione. Considerando che il mio collega Spaldro è studente universitario, non vedo come mai una facoltà universitaria non possa pensare di approvare il finanziamento di un progetto così “Ambitious”.

D’altronde, molti grandi progettisti sono partiti da qui, per cui mai visto mai che un progetto non diventi realtà tangibile e ,soprattutto, guidabile. 

1 commento :

  1. Molto bello...
    Ma il miglior modo per uno studente di ingegneria di progettare E REALIZZARE auto da corsa é quello di entrare nella Formula SAE!
    Non sarai da solo, ma insieme si progetta e si realizza un auto da corsa per un campionato studentesco...
    E a coronare il tutto c'è il fatto che abbia molto valore sul curriculum!
    Informatevi in merito, io sono membro dell'UniPR Racing Team per esempio!

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