mercoledì 4 maggio 2016

Ace Combat 4 Distant Thunder : Frammenti di cielo



Ace Combat 3 fu il migliore gioco di volo alla fine del ciclo vitale della prima Playstation. Ma la Namco aveva realizzato un emerita cappellata non integrando nelle versioni occidentali la complessa trama dai multipli finali che caratterizzava la variante giapponese del suddetto.
Dopo un attenta analisi di coscienza, la casa nipponica ebbe la buona pensata di lasciare immutata la trama di tutte le varianti del nuovissimo Ace Combat 4 Distant Thunder lanciato sul monolite nero nel 2001.

Durante l'anno 1994 nel continente Useano venne rilevata una minaccia apocalittica, un asteroide soprannominato Ulisse 1994 XF-04 si dirigeva a tutta velocità verso il pianeta e avrebbe causato danni catastrofici. Per cercare di evitare "l'Armageddon" tutti gli stati del pianeta diedero il loro contributo per creare "Stonehenge", un impianto di cannoni a rotaia che avrebbe dovuto disintegrare l'asteroide in avvicinamento verso la Terra. Nonostante Stonehenge in primo luogo si dimostrò efficace contro i pericoli cosmici (meteore e asteroidi) fu da tutti notato per il suo enorme potenziale antiaereo, in quanto un solo colpo bastava a spazzare via una formazione di caccia. Fu allora che gli Erusei, la popolazione che abitava l'estremo occidente del continente Useano, decisero di mettere le proprie mani su Stonehenge per utilizzarlo come seminatore di morte e distruzione e per garantirsi la fondamentale superiorità aerea. Il Giocatore combatterà nei panni di "Mobius 1" sconosciuto ma abilissimo pilota di caccia dell'ISAF(indipendence States Allied Force) che porterà un enorme contributo al conflitto. La trama si dipana in maniera molto anomala per il genere e videogiochi in generale. Anziché seguire le gesta di Mobius 1, il pilota controllato dal giocatore, nelle cutscenes si seguiranno i ricordi di un bambino che ha visto la propria città natale invasa dagli Erusiani.
Quest'ultimo incontrerà e conoscerà la squadra Yellow, acerrimi avversari della squadra di Mobius 1, mostrando apertamente i loro comportamenti e abitudini, nonché mostrando il lato umano di quelli che, secondo la logica della guerra, sono i "cattivi". Ciò porterà ad un processo di maturazione lento ma costante nel ragazzino, fino al crescendo finale.

Tutta la trama viene condita con un eccellente accompagnamento musicale che va a braccetto con l'ottima interpretazione dei dialoghi e al suono dei velivoli reso fedelmente a quello delle loro controparti reali.

Strutturato in 18 missioni, AC4, ha un approccio alla battaglia tipico di questa saga, infatti invece di essere istruiti ed indirizzati alla distruzione di un determinato numero di obiettivi, verremo ogni volta buttati nel centro del conflitto ed in quel caso saremo noi a decidere quanti e quali obiettivi colpire in base alla loro importanza ed al tempo a nostra disposizione. Un espediente, questo, che inevitabilmente dota il gioco di una discreta rigiocabilità anche una volta terminato, dato che i bersagli saranno tanti e tali da rendere impossibile un loro abbattimento all’interno di una singola missione.

I controlli che ci pongono ai comandi del nostro caccia sono di una impeccabile precisione e praticità d’uso; semplici e complessi al contempo ma perfettamente gestibili dal giocatore.
Un’interessate ed inedita modalità aggiunta a questo nuovo episodio è la possibilità di sfidare un altro avversario umano tramite split screen, solo che la battaglia si svolgerà esclusivamente fra i due contendenti in uno scontro uno contro uno.

Le missioni risultano in generale, piuttosto emozionanti per chi è novizio della saga di Namco, i fan invece le troveranno troppo poco varie e rare di sostanziali novità. Questo non vuol dire che questi ultimi non possano rimanere appagati da AC4, anzi ritroveranno tutte le caratteristiche che hanno reso celebre il gioco in tutte le sue svariate incarnazioni ma un maggiore grado di sfida e tensione bellica sarebbe stata cosa gradita.


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