martedì 10 maggio 2016

Colt S.C.A.M.P. : Condannata alla dimenticanza


La Colt S.C.A.M.P., (Small Caliber Machine Pistol, pistola mitragliatrice di piccolo calibro) fu concepita nel 1969 come sostituta della veneranda Colt 1911 A1, arma da fianco dell'US Army.
Invece di essere un'arma dalle prestazioni similari in calibro diverso (8), i progettisti della Colt puntarono su un diverso concetto: un'arma automatica leggera e controllabile anche in full auto, poco più grande della 1911, sparante dei proiettili di calibro inferiore. L'arma funzionava a recupero di gas con culatta bloccata, ed era un insieme delle più avanzate tecnologie dell'epoca, con componenti di acciaio inossidabile e parti in materiale plastico. Era dotata di un caricatore da 27 colpi, e poteva sparare a colpo singolo e a raffiche controllate di tre colpi (9), con una cadenza teorica massima di 1500 colpi al minuto. La tendenza a impennarsi era minimizzata dalla distribuzione dei pesi (influenzata dall'esperienza delle armi sportive di tiro di precisione) e da un compensatore alla bocca.

La pistola poteva essere smontata senza attrezzi, ed era pensata per funzionare nelle peggiori condizioni ambientali (nel Viet-Nam si era finalmente capita l'utilità di questa filosofia). Il proiettile era il calibro .22 Scamp (5.56 x 29 mm centerfire) sviluppato appositamente. Nelle prove, dimostrò una gittata utile di 45 m con traiettoria piatta e una gittata massima di 175 m. Nei primi anni '70 fu costruito un unico prototipo per le prove. Con una lunghezza totale di 29.5 (lunghezza canna di 23.2 cm) e un peso di 1,47 kg a caricatore da 27 colpi pieno, la Colt S.C.A.M.P. pesava soltanto 300 grammi più di una 1911A1 con i suoi 8 colpi calibro 45. Tutti quelli che la provarono ne apprezzarono le qualità. Ma, stranamente, l'esercito e l'aviazione non dimostrarono interesse verso l'arma e il concetto, e il prototipo rimase l'unico costruito.

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