lunedì 13 giugno 2016

Albatros D.II : La prima bestia del Barone


L'Albatros D.II era un caccia monomotore biplano sviluppato dall'azienda tedesco imperiale Albatros Flugzeugwerke GmbH negli anni dieci del XX secolo e costruito, oltre che dalla stessa, su licenza in patria dalla anche dalla Luftverkehrsgesellschaft (LVG) e nell'Impero austro-ungarico dalla Oesterreichische Flugzeugfabrik.


Introdotto nel 1916 venne adottato principalmente dalla Luftstreitkräfte, la componente aerea del Deutsches Heer (esercito), durante la Prima guerra mondiale rimanendo come dotazione di prima linea fino alla sua progressiva sostituzione, dopo una notevole carriera, con l'Albatros D.III.

Il D.II fu progettato da Robert Thelen, R. Schubert e Gnädig, le stesse persone che realizzarono l'Albatros D.I, modificandolo per migliorare la visuale del pilota. In sostanza l'ala superiore fu avvicinata di 14 cm alla fusoliera e posizionata leggermente più avanti, verso il muso. Il riarrangiamento della cabina migliorò anche la visuale posteriore. Queste modifiche non influenzarono le prestazioni che rimasero identiche a quelle del D.I; furono prodotti inizialmente 100 esemplari consegnati nell'agosto del 1916.

Nel novembre del 1916, la Idflieg vietò l'utilizzo dei radiatori "Windhoff", e le successive produzioni del D.II utilizzarono un radiatore realizzato da Teeves e Braun montato nella sezione centrale dell'ala superiore.

In totale di Albatros D.II ne furono costruiti 200 esemplari, inoltre l'LVG (Luft-Verkehrs-Geselleschaft) ne produsse altri 75 sotto licenza. Nel gennaio del 1917 si raggiunse il massimo numero di esemplari funzionanti, ben 214.

Il D.II fu assegnato al Jagdstaffel 2, la prima squadriglia di caccia specializzata dell'aviazione tedesca. Con questo mezzo volarono famosi piloti come Oswald Boelcke e Manfred von Richthofen. Grazie alla sua superiorità tecnica, i tedeschi ottennero schiaccianti vittorie sui caccia alleati quali l'Airco DH.2 e il Nieuport 11.

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