venerdì 30 settembre 2016

Alfa Maserati Prete : Un pò Biscione, un pò Tridente

Da quando esistono le grosse vettura sportive esiste gente a cui vine la pensata "Ma se prendo un pezzo di quella e lo combino con un pezzo di quell'altra, uscirà qualcosa di meglio? "
Una cosa del genere deve essere venuta in mente nel secondo dopoguerra al pilota  e meccanico romano Placido Prete. Egli riuscì ad acquistare dal pilota napoletano Giovanni Rocco una monoposto Maserati 4CL (telaio n.1566) del 1939, il cui propulsore aveva subito danni irreparabili. La vettura era stata venduta per pochi spiccioli, data l'improbabilità di trovare un motore sostitutivo, oltre all'impossibilità di riutilizzarla nei Gran Premi.

La "4CL", infatti, aveva mostrato seri problemi telaisti già nelle ultime gare del 1939 e la Maserati decise di sostituirla con l'evoluzione "4CLT" dotata di telaio tubolare. Visti i limiti della vettura, Placido Prete decise di trasformarla in "tipo sport" per competere alle gare di quella categoria e, in particolare alla Targa Floria e alla Mille Miglia.

Particolarmente complessa fu l'opera di trasformazione da monoposto a barchetta e di adattamento per l'adozione di un diverso gruppo propulsore-cambio, prelevato da un'Alfa Romeo 6C 2300 elaborato per raggiungere la potenza di 200 cv. Il telaio venne realizzato in traliccio di tubi, ma l'impianto originale comprendente sospensioni, differenziale e freni rimase pressoché inalterato.

Tra il 1947 e il 1953 l' A.M.P. partecipò a numerose competizioni, ottenendo come miglior risultato il terzo posto assoluto alla Targa Florio del 1949 pilotata dallo stesso Prete. Nel 1950 la vettura fu ceduta a Francesco Santovetti, con la quale colse la terza posizione nella gara Vermicino - Rocca di Papa del 1952. Nel 1953, ultimo anno di partecipazione alle gare, ottenne il secondo posto assoluto nella Coppa dei Due Laghi ad opera del pilota Scarlatti.

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