mercoledì 2 novembre 2016

RWB Stella Artois : The Rough World Porsche


Se vai in Germania con l'idea di acquistare una Porsche elaborata, la scelta quasi obbligatoria è quella di rivolgersi alla Ruf Automobile di Pfaffenhausen, ma se andate in Giappone la sigla che dovete cercare è una sola : RWB.

La Rauh Welt Begriff è infatti l'elaboratore delle auto della casa di Stoccarda forse più famoso del continente asiatico, e il fiore all'occhiello della sua produzione è la vettura personale del fondatore dell'azienda, Akira Nakai.

Di preciso si tratta di una Porsche 930 del 1985 ribattezzata Stella Artois, la quale è stata utilizzata per ben dodici anni come muletto per provare tutte le elaborazioni che l'officina nipponica proponeva ai suoi clienti.  Se ve lo state chiedendo, si, Nakai è un fine amante della famosa birra chiara belga, e sicuramente guidare questo mostro lo ubriacherà peggio di scolarsi una cassetta di "bionde".

Come si può vedere dalle foto la Stella Artois pare uscita da un box di una gara endurance a caso : l'intero corpo è stato aggiornato con un nuovo body kit aerodinamico, sono stati montati dei nuovi passaruota allargati per ospitare pneumatici da competizione Bridgestone Potenza S accoppiati con cerchi in lega SSR e nella sezione posteriore è stato montato un gigantesco alettone realizzato dalla RSF.

Come è intuibile, tutte queste componenti sono in fibra di carbonio e dello stesso materiale sono fatti porte, paraurti e tettuccio. Il tutto ha permesso di raggiungere il peso record di appena 920 kg, roba da fare invidia alle più anoressiche Lotus di serie.

Visto tutto il carbonio utilizzato, la 930 è stata dipinta con una livrea completamente nero opaca, tanto da farla sembrare un demone da pista che annuncia il suo arrivo con il miglior rombo infernale che ci si possa aspettare. Sotto il cofano batte infatti un poderoso propulsore 3.6 preparato dalla Promodet di Saitama che, grazie all'innesto di un nuovo sistema di scarico RSF e di carburatori PMO, riesce ad erogare 360 cv di potenza massima gestiti da un cambio manuale Porsche 915 a cinque marce. Certo, 360 cv non sono tantissimi, ma considerando il peso piuma dell'auto c'è da aspettarsi tanta prestazione....

Altre aggiunte per quanto concerne il comparto meccanico sono rappresentate dalle sospensioni sportive regolabili e da freni a disco sportivi Endless.

Negli interni è stato montato un roll-bar di sicurezza per aumentare la rigidità della Stella Artois, nuovi sedili sportivi avvolgenti e il cruscotto di serie è stato sostituito con una variante in carbonio coadiuvata da un volante Momo a tre razze dello stesso materiale.

Il bello di quest'auto è che è anche omologata per la circolazione stradale, e non oso immaginare i vetri rotti durante le sgasate ai semafori. Questo perchè il caro Nakai ha trovato si un lavoro con partita iva, ma viene comunque dalle corse illegali sui tornanti dei monti nipponici della Rough World, quindi un bel pò di ignoranza residua gli è rimasta (e si vede).

Dettaglio dell'impianto di scarico della Stella Artois


Profilo della Stella Artois

Immagini tratte da pursuitautomotive.com

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