lunedì 19 dicembre 2016

XTR Don Luis : Eredità motociclistiche


Spesso capita che alcuni veicoli superino il loro stato di meri agglomerati meccanici e si trasformino in parti integranti del ricordo di alcune persone.

Questo è un pò il caso della XTR Don Luis, ultima nata dell'officina dello spagnolo Pedro Rosell. La moto porta il nome del defunto padre dell'acquirente che ha commissionato il mezzo ed è basata su una BMW Motorrad R100R dell'inizio degli anni '90.

Della moto originale è rimasto molto poco, in quanto la Don Luis si presenta come una Cafe Racer carenata pronta a prendere parte al primo evento Endurance che capita.

La semi carena anteriore che ospita due piccoli fari e il parafango sono stati realizzati in fibra di vetro in modo tale da ancorare il peso complessivo del mezzo a poco più di 165 kg. Il serbatoio e la sella sono stati invece cannibalizzati da una Moto Guzzi dismessa.

Per quanto riguarda l'apparato meccanico, la preparazione è stata estremamente minuziosa e su vasta scala. In primis il 2 cilindri Boxer è stato completamente aggiornato innestando pistoni ad alta compressione, teste lavorate, albero a camme sportivo, carter di piccole dimensioni e carburatori Keihin FCR accoppiati con filtri DNA.

Altri aggiornamenti hanno previsto il montaggio di pedane Tarozzi, semimanubri Tomaselli, strumentazione MotoGadget, collettori Supermario e impianto di scarico Trombone realizzato dalla Spark.

Dulcis in fundo è stato equipaggiato un filtro dell'aria derivato da una Ducati Paso e una frizione proveniente da una Suzuki GSX-R 600 con leveraggi regolabili.

Una moto del genere fa sicuramente più effetto di una grigia lapide tombale e di certo permette di ricordare il trapassato con un tocco di allegria e spensieratezza.

Dettaglio dell'apparato meccanico della Don Luis

La sezione posteriore della Don Luis

Immagini tratte da InSella.it

Nessun commento :

Posta un commento