domenica 5 febbraio 2017

Dodge Charger Daytona NASCAR : The Aero Warrior


Il 1969 fu un anno difficile per la Dodge nel campionato NASCAR, in quanto la  Charger 500 subiva la spietata concorrenza delle sue rivali soffrendo in particolar modo sui tracciati più lunghi di un miglio. Fu così che, sul finire della stagione, la casa americana decise di realizzarne una nuova variante impiegando delle nuove soluzioni aerodinamiche.


Denominata Charger Daytona, montava una nuova ala stabilizzatrice montata sulla parte posteriore, uno speciale muso affusolato in lamiera che sostituì la tradizionale griglia dal profilo verticale, delle luci posteriori a fascia orizzontale a tutta larghezza, un lunotto a filo con la carrozzeria che ricopriva il tradizionale lunotto incassato della Charger originale, dei parafanghi anteriori e un cofano specifici che vennero modellati sulla base dei nuovi aggiornamenti stilistici del 1970, delle coperture del montante anteriore in acciaio inossidabile e delle prese d'aria montate sul parafango per il raffreddamento dei freni.

Equipaggiata con sospensioni irrigidite, freni a disco ad alto rendimento e di un nuovo propulsore V8 7.2, si aggiudicò la sua prima gara imponendosi alla Talladega 500. Questa vittoria non fu però completa, dato che la gara venne boicottata dai piloti e dalle scuderie maggiori.

La conferma delle ottime qualità costruttive della vettura la si ebbe però solo nella stagione 1970, con la vittoria di Bobby Isaac con la vettura numero 71 sponsorizzata dalla K&K Insurance. Questa vittoria chiuse la breve storia delle così chiamate Aero Warriors, in quanto la dirigenza Nascar decise di bandirle a partire dalla stagione 1971 a causa delle loro elevatissime prestazioni. Ma la storia ormai era scritta e la Daytona si era conquistata il giusto spazio nella storia dell'automobilismo sportivo.

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