lunedì 6 febbraio 2017

Minardi M188 : Il miracolo di Detroit

All'inizio della stagione 1988 la scuderia Minardi, in attività dal 1985 in Formula 1, non era ancora riuscita a marcare nessun punto e le cose iniziavano a volgere al peggio vista l'assenza di risultati.
In questa situazione di stallo venne alla luce la nuova M188. Progettata da Giacomo Caliri e disegnata da Aldo Costa, la vettura si presentava con aerodinamica abbastanza convenzionale e la propulsione era affidata ad un propulsore Cosworth DFZ gestito da un cambio manuale a cinque rapporti.

La struttura della vettura era rappresentata da un telaio monoscocca in fibra di carbonio, gli ammortizzatori erano stati realizzati dalla Koni e l'impianto frenante a disco dalla Brembo.

Come piloti vennero scelti Luis Perez-Sala e Adrian Campos, i quali già dai test invernali ebbero a che fare con una vettura poco competitiva ed inaffidabile. Nonostante questo nelle prime cinque gare Sala riuscì a qualificarsi e a portare l'auto fino alla fine della gara per tre volte, ma Campos falli la qualificazione per tre volte di fila, venendo infine espulso dal team. Al suo posto venne invece chiamato il romagnolo Pierluigi Martini.

La sua prima corsa fu il GP degli Stati Uniti sul difficilissimo circuito di Detroit, e li avvenne il miracolo. Martini, qualificatosi 16° in griglia, riuscì egregiamente a sfruttare i guai meccanici che afflissero buona parte delle auto in gara e colse uno straordinario 6° posto assoluto che consentì alla Minardi di ottenere il suo primo punto nel mondiale F1.

Nonostante l'ottimo risultato, la M188 continuò a subire guai meccanici nelle gare successive, tanto che a fine stagione Caliri venne sostituito da Gabriele Tredozi. Le cose migliorarono e si riuscì a sfiorare la zona punti in altre due occasioni.

A fine stagione la casa di Faenza si classificò 10° nel campionato costruttori, riuscendo ad ottenere i fondi necessari per proseguire la sua avventura in Formula 1 negli anni seguenti.

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