lunedì 20 febbraio 2017

Williams FW19 : Nel nome del padre


Era il lontano 1995 quando Jacques Villeneuve, figlio del leggendario Gilles, ottenne la vittoria nel campionato Formula CART con quattro vittorie. Tra di esse vi era anche la 500 miglia di Indianapolis, la quale venne conquistata in maniera così rocambolesca da attirare l'attenzione di Frank Williams.
Il proprietario dello storico team britannico propose al giovane pilota canadese di provare la sua FW17 a Silverstone, e visto lo straordinario esito dei test decise di offrirgli il posto di secondo pilota della scuderia al posto di David Coulthard.

Al volante della FW18 entrò nel campionato del mondo di Formula 1 1996 collezionando un incredibile serie di successi, tanto da sfiorare di poco l'iride al suo primo anno nel massimo campionato motoristico del mondo.

Il 1997 portò numerosi cambiamenti all'interno del team, tra cui l'allontanamento di Daemon Hill come prima guida della squadra e la sua sostituzione proprio con Villeneuve. Inoltre si rese disponibile una nuova auto, la FW19.

Derivata dalla precedente FW18, la vettura era figlia illegittima di Adrian Newey (che proprio quell'anno era migrato alla McLaren). Rispetto alla sua progenitrice presentava però delle novità aerodinamiche, come il distacco della presa d'aria superiore della vettura, che ora presentava un leggero scavo tra essa ed il poggiatesta del pilota.

Il propulsore che la equipaggiava era un Renault RS9 V10 di 71° che erogava la potenza di 750 cv. Tale motore era stato sviluppato sotto la supervisione di Jean-Jacques His ed era abbinato ad un cambio Williams a sei rapporti.

La vettura si dimostrò all'altezza della situazione, ma la mancanza di Newey e l'elevata competitività della Ferrari condotta da Michael Schumacher pesarono sul rendimento di Jacques, il quale riuscì si ad assicurarsi sette vittorie ma collezionò anche cinque ritiri e nessun piazzamento a podio prima del GP del Giappone.

Durante il Gran Premio di Suzuka si aggiunse anche una squalifica dovuta al mancato rispetto delle bandiere gialle, evento che rinviò al conclusivo GP d'Europa l'esito finale del campionato.

Nelle qualifiche, ben tre piloti (Villeneuve, Frentzen e Schumacher) ottennero lo stesso tempo, ma il pilota canadese partì dalla pole position, avendo ottenuto il proprio tempo prima dei due tedeschi. Tuttavia, alla partenza scattò male e Schumacher prese il comando; Villeneuve così cominciò il suo inseguimento alla Ferrari e dopo il primo pit stop iniziò a rimontare nettamente, fino a raggiungere il rivale qualche tornata dopo la seconda sosta.  Al 47º giro, alla curva "Dry Sac", si decise la stagione. Jacques attaccò e infilò la Ferrari con una mossa sorprendente al punto da costringere Schumacher alla scorrettezza. Infatti il pilota tedesco, che non si aspettava la manovra del rivale, entrò piuttosto largo in curva e non potendo più difendersi, fu costretto a farsi da parte. Nel tentativo estremo di resistere al sorpasso di Villeneuve, Michael tentò di speronare la Williams cercando l'incidente, ma fu il pilota tedesco ad avere la peggio, insabbiandosi e venendo successivamente squalificato per gravissima scorrettezza.

Il ventiseienne canadese rimase sul tracciato e, giungendo terzo al traguardo, si assicurò l'iride mondiale che il paese della foglia d'acero non aveva mai visto e che aveva sognato sin dagli anni '80 ai tempi di Gilles.

Chissà che non si sia fatto una grossa risata lassù quando suo figlio ha conquistato il mondiale usando una manovra al limite proprio come era solito fare lui al volante della Ferrari. Sicuramente ne sarebbe stato orgoglioso.

Il preciso momento in cui si è deciso il mondiale

Il momento del trionfo 



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