venerdì 24 marzo 2017

March 711 : Il brutto anatroccolo


Quella della March Engineering è una di quelle storie tristi della Formula 1, partite più che bene e terminate nel più indecoroso silenzio. Una storia poi molto longeva, protrattasi per ben 22 anni dal 1970 al 1992.
Solitamente, i risultati migliori di una scuderia esordiente arrivano dopo qualche anno di sperimentazione in gara, ma la March ebbe i suoi momenti di gloria all'inizio, nelle sue prime due stagioni.

In particolare fu eclatante quella del 1971. Quell'anno la squadra britannica si presentava alla linea di partenza forte di un eccellente terzo posto ottenuto nella stagione d'esordio con i piloti Andrea de Adamich, Alex Soler-Roig e Ronnie Peterson.

La vettura messa a disposizione dei piloti era la nuovissima 711, la quale inizialmente non convinse molti per la sua particolare linea aerodinamica. Progettata da Robin Herd e curata nel design dall'ex tecnico Lotus Franck Constin, l'auto aveva un design ovoidale e l'alettone anteriore aveva una forma simile a quella di un vassoio per il te, tanto da valergli il soprannome di Tea-Tray.

Nel vano motore venne deciso inizialmente di installare il poderoso propulsore Alfa Romeo V8 3.0 da 415 cv impiegato anche sulla Tipo 33/3 che nel 1970 aveva colto ottimi risultati nel campionato Sport-Prototipi.

Questa fu però la scelta più infelice della stagione, in quanto il motore italiano non si dimostrò altrettanto affidabile sulla March 711 tanto da costringere i tecnici a puntare nuovamente sul classico Ford Cosworth DFV V8 3.0.

Dopo un inizio incerto in Sud Africa e Spagna, le prime soddisfazioni arrivano a Monte Carlo, nel terzo appuntamento iridato, con il secondo posto a sorpresa di Peterson. Sarà nuovamente lui a portare sul podio la 711 negli appuntamenti successivi in Italia, Canada e Stati Uniti. In particolare, nel GP di Monza  Peterson arrivò secondo dietro la BRM del britannico Peter Gethin in uno dei Gran Premi più combattuti della storia con un centesimo di secondo di distacco tra i primi due e i primi cinque piloti racchiusi in poco più di sei decimi.

La March chiude il Mondiale F1 1971 in quarta posizione con gli stessi punti della più rinomata Ferrari ma con meno vittorie all'attivo. La vera rivelazione è però Peterson, classificatosi secondo dietro l'inarrivabile Jackie Stewart e la sua demonica Tyrrell 003.

Nel 1972 la March 711, mandata in pensione dal team ufficiale, venne affidata a scuderie private e riuscì ad andare a punti comunque in due occasioni grazie al driver brasiliano Carlos Pace (6° in Spagna e 5° in Belgio).

La 711 è stata una dei tanti brutti anatroccoli della Formula 1, ma grazie alle sue doti tecniche ha dimostrato che l'aspetto non conta, soprattutto se hai un cigno di nome Ronnie Peterson che ti guida.

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