martedì 18 luglio 2017

Dodge Viper VM-02 : La nascita della vipera


Sul finire degli anni '80 la Dodge cominciò a riflettere sul fatto che, sin dalla metà degli anni '70, nel suo listino non compariva una vettura sportiva ad altissime prestazioni e che tale lacuna si faceva sentire tra i sostenitori della casa statunitense.


Per questo motivo nel 1989 la dirigenza, forte anche della recente acquisizione dell'italica Lamborghini da parte del gruppo Chrysler, decise di sondare il terreno lanciando due prototipi di una futura sportiva roadster ad elevatissime prestazioni denominati Viper VM-01 e Viper VM-02.

Quest'ultima fu quella che più riscosse successo tra il pubblico dopo la presentazione al North American International Auto Show di Detroit del 1989.

Si trattava di una roadster dal design estremamente muscoloso e dagli interni essenziali senza fronzoli tecnologici particolari, proprio come le vetture sportive di una volta.

La vera ciliegina sulla torta della Viper VM-02 era però il propulsore. Si trattava di un gigantesco V10 8.0 gestito da un cambio manuale Tremec T56 a 6 rapporti progettato inizialmente per i veicoli industriali della Dodge e poi completamente rielaborato dalla Lamborghini per renderlo più leggero ed adatto ad una vettura ad alte prestazioni.

Ne risultò così un motore capace di erogare la potenza di 400 cv con 610 Nm di coppia, garantendo prestazioni di tutto rispetto con una velocità massima di 254 km/h con accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi.

Per frenare l'imponente massa di quasi 1500 kg della VM-02 gli ingegneri statunitensi provvidero a dotare la vettura di un nuovo impianto frenante composto da quattro freni a disco ad alto rendimento nascosti dietro degli enormi cerchi in lega a tre razze.

Il successo fu incalcolabile, tanto che nel 1992 la Viper venne messa in produzione di serie ricalcando al 95% il design e la meccanica della VM-02.

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