martedì 25 luglio 2017

Pellandini Coupè : Il trionfo della fibra di vetro


La Ferrari Dino 246 prodotta tra il 1969 e il 1973 è universalmente considerata una delle più belle vetture del Cavallino Rampante mai costruite e ad essa si sono ispirati molti designer più o meno noti per le proprie realizzazioni.
Tra di essi vi fu il britannico Peter Pellandine, un ex ingegnere meccanico che aveva collaborato con la prestigiosa carrozzeria Mulliner prima di mettersi in proprio nel 1955.

Tra le varie società da lui fondate vi fu la Pellandini Cars con sede a Cherry Gardens nell'Australia del Sud. Scopo della società era la costruzione di una kit car basata sulla meccanica della Austin Mini Cooper S e dal design ispirato lontanamente alla leggendaria sportiva italiana.

Cuore del mezzo era l'immortale propulsore BMC A-Series 1.2 dalla potenza di 76 cv con coppia di 107 Nm avvolto da un telaio monoscocca in fibra di vetro su cui era montata una carrozzeria dello stesso materiale. Grazie al massiccio impiego di questo elemento consentì alla vettura di arrivare a pesare appena 480 kg, riuscendo in questa maniera ad accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi.

Prodotta a partire del 1970, fu prodotta in sette esemplari prima che Palladine ritrasferisse nuovamente la sua base operativa in Inghilterra nel 1978 dopo un mancato contratto per una fornitura di mezzi speciali al governo australiano.

Nessun commento :

Posta un commento